Cappella 4

Il giuspatronato della cappella è reso evidente dalle due lapidi sepolcrali che si fronteggiano nelle pareti della cappella stessa; le lapidi sono in marmo e sono dedicate ad Angelo Maria Angelelli e sua moglie Dorotea Malvezzi.
L'esecutore del complesso decorativo pare essere Giovan Battista Bianchi, veronese, allievo di Bemini, mentre l' altare architettonico che utilizza marmi di diversi colorinelle varie parti costruttive è dovuto a Giovan Battista Renghieri.
Oggi sull' altare sta una tela del XIX secolo raffigurante due angeli in volo, purtroppo in pessimo stato. Sull'altare attorno alla tela sono collocati due angeli in stucco a figura intera, di profilo con drappeggi svolazzanti intorno al corpo, attribuiti a Giuseppe Mazza, come i putti reggicartiglio sulla cimasa dell'altare. Sotto la pala d'altare, da una grata ovale di ferro argentato che dà nella cappella retrostante, si può vedere il corpo incorrotto di Caterina seduto sullo scranno. In alto, sulla parete destra, un dipinto murale in monocromo con figure allegoriche che ha il correlativo sulla parete di sinistra. Anche la parete di fondo è dipinta con figure allegoriche, ma qui lo stato della conservazione è più frammentario; ci sono infatti cadute di colore che ne rendono più difficile la lettura. Tutto il complesso decorativo dipinto sulle pareti della cappella è ancora una volta di Marcantonio Franceschini. Queste figure, insieme ad altre perdute della volta eseguite a chiaroscuro, dovevano illustrare episodi della virtù della Santà, come recitano anche i cartigli: quei lo di sinistra "amòr languens", quello di destra "illibata flore". 

 

 

 

 

 

Altare della IV cappella e particolari decorativi 

 

 

 

 

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La chiesa come si presentava prima delle distruzioni della guerra

Pianta della chiesa.