Notti Chiare

 

Un bambino torna a casa dopo aver visitato la Cattedrale di Colonia con i compagni di scuola. La mamma gli chiede che cosa ha visto e il bambino, dopo aver descritto le vetrate, le dice di avere "visto i santi". La mamma allora gli chiede sorpresa: "I santi? E chi sono i santi?". E il figlio: "Quelli che lasciano passare la luce!".

"Nottechiara" è il nome che abbiamo dato ad alcune particolari celebrazioni e adorazioni eucaristiche e anche a serate di evangelizzazione che intendono introdurci a momenti di riflessione e silenzio intorno al tema della “notte” nella vita spirituale e aiutarci a rammemorare e ravvivare la fiamma dell’amore divino in noi tra tanti dolori, vacillazioni, preoccupazioni, disagi, tristezze, angosce.

 

Nottechiara è la radura quieta alla quale siamo invitati da Dio. Se la nostra vita è attraversata da Cristo, anche le "notti" più oscure sono trafitte da una luce più luminosa del sole di mezzogiorno, come dice S. Giovanni della Croce.

Sono "chiare" le notti di San Paolo quando dice di gloriarsi nelle sue debolezze, nelle persecuzioni, nelle tribolazioni, perché è lì che tu vedi più chiaramente l’operare di Dio.

E' sorto il sole nelle notti di molte figlie di Santa Chiara, per il luminoso esempio di Caterina.

 

Nottechiara ("noche clara", in spagnolo) è anche il modo in cui Fernando Rielo, fondatore degli dentes, parla della purificazione mistica più radicale del nostro spirito, quando veniamo condotti a amare Dio, non più per ciò che dà, ma per chi è.