Caterina de' Vigri

Caterina nacque a Bologna 18 settembre 1413, ma visse a Ferrara, dove entrò presto a corte, come damigella della principessina Margherita, figlia del marchese Niccolò III d'Este. In questo ambiente colto e raffinato apprese i principi della letteratura, della poesia, della musica e della pittura, valori estetici che lasciarono tracce profonde nel suo spirito; ma di quella corte conobbe anche le bassezze e le iniquità quando vide consumarsi in un delitto di sangue l'amore di Ugo, fratello di Margherita d'Este, e Parisina, la giovane seconda moglie di Niccolò III. Di fatto Caterina a soli 13 anni abbandonò l'agiata vita di corte e maturò la vocazione religiosa, ritirandosi con alcune compagne a praticare vita comune senza obbligo dei voti. A 20 anni Caterina e le compagne indossarono finalmente l'abito di S. Chiara, abbracciarono la sua Regola e come clarisse diedero vita al monastero del Corpus Domini di Ferrara. La fama di virtù e di santità di Caterina si diffuse ben presto e a Bologna si pensò di istituire una diramazione del Corpus Domini ferrarese, nominando come abbadessa Caterina, che proprio a Bologna era nata. E fu così che il 22 luglio 1456 Caterina, con alcune consorelle, dopo un memorabile viaggio in barca sul Navile, giunse al porto di Corticella dove erano ad accoglierle il Senato, il vescovo, il clero e la nobiltà e tra l'esultanza della popolazione attraversò la città che l'attendeva. Per soli sette anni Caterina dimorerà a Bologna, spegnendosi nel suo monastero il 9 marzo 1463.Le circostanze della sua morte, il disseppellimento del corpo trovato incorrotto dopo diciotto giorni, costituirono 1'inizio di un culto diffuso che coinvolse il suo ordine e la sua persona; l'intera città rese omaggio alle sue spoglie mortali esposte per più giorni alla venerazione dei fedeli. Si sparse la notizia dei miracoli compiuti grazie alla sua intercessione e, constatata la prodigiosa incorruttibilità del corpo, la sua fama di santità si diffuse. Il suo corpo intatto, seduto sullo scranno, fu inserito da Giovanni Bentivoglio nel circuito delle glorie cittadine da mostrare agli ospiti illustri ad maiorem gloriam civitatis. La conoscenza della vita di Caterina uscì dal circuito ristretto dell'ordine religioso; come religiosa santa fu additata a presidio e gloria della città. Nelle sue opere: "Le Sette Armi Spirituali", il "Rosarium", "I Dodici Giardini", "I Sermoni", Caterina mostra una cultura vasta e profonda, posta al servizio di una vita vissuta misticamente e improntata alle virtù francescane della povertà, castità e obbedienza. Proclamata beata, sarà canonizzata il 22 maggio 1712. A tutt'oggi il suo culto ha un centro ben visibile nell' adorna cappella del Corpus Domini; attorno al suo corpo perfettamente incorrotto e prodigiosamente seduto, Caterina riceve  l'omaggio e le invocazioni dei fedeli da oltre 500 anni.

 

Caterina scrive il libro "Le sette armi spirituali"

Giulio Morina, 1594, disegno preparatorio a inchiostro e seppia del ciclo di 24 tavole oggi nel Museo della Santa 

 

La cappella della Santa

 

 

Il corpo di Caterina, dissepolto e ritrovato miracolosamente incorrotto, divenne oggetto di fervida devozione; per questo motivo fu posto in chiesa dentro un tabernacolo di legno, accanto al finestrino della comunione -(II cappella a sinistra)- collocazione molto scomoda per le suore che dovevano spostarlo ogni volta che si comunicavano.
Dopo le ripetute visioni della suora custode -nelle quali Caterina richiede un'apposita cappella di
culto dove collocare il suo corpo incorrotto-, si decreta l' edificazione di questa, che sarà completata nel 1529. La cappella della Santa venne messa in comunicazione con la chiesa esterna mediante un finestrino munito di inferriata, attraverso la quale i devoti potevano vedere il corpo di Caterina perfettamente conservato, seduto sullo scranno. Nel 1662 Angelo Michele Colonna e Giacomo Alboresi dipingono gratis la cappella della beata com'è al presente. Nel 1687 quando Franceschini, Haffner e Quaini partecipano alla riedificazione barocca affrescando la chiesa, intervengono anche nella cappella, ridecorandola forse conformemente al precedente intervento di Colonna e di Alboresi.

 

Il corpo incorrotto della Santa esposto nella omonima cappella